Aprire la Partita IVA è un passo personale importante: significa dare vita ad un concreto progetto lavorativo di indipendenza professionale.
Che si voglia avviare un’attività da libero professionista, artigiano o imprenditore, la scelta porta con sé molte opportunità ma anche responsabilità. Conoscere in anticipo le regole fondamentali permette di evitare errori, risparmiare tempo e partire subito con il piede giusto.
Continua a leggere per conoscere cinque aspetti chiave che ti aiuteranno a partire con la tua Partita IVA.
1. Definire l’attività e scegliere il codice ATECO
La prima valutazione da effettuare quando si ha intenzione di aprire la Partita IVA consiste nel chiarire il tipo di attività si vuole svolgere. Definito questo aspetto si passa alla scelta del codice ATECO (attenzione che dal 2025 è in vigore la nuova classificazione) che identifica ufficialmente l’attività agli occhi delle amministrazioni.
È fondamentale individuare il codice ATECO preciso per l’attività:
- Un codice ATECO preciso è fondamentale perché determina diversi aspetti dell’attività, come ad esempio la tassazione dei redditi, gli obblighi contributivi e la possibilità di accedere ad eventuali agevolazioni.
- Un codice ATECO errato può portare a errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi e/o al rischio di contestazioni future.
E’ consigliabile definire con attenzione l’attività che si vuole iniziare e farsi assistere da un esperto nella scelta del codice ATECO.
2. Valutare il regime fiscale
La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando si pianifica l’apertura di una Partita IVA. Le principali opzioni sono:
- Regime forfettario: si tratta di un regime agevolato per chi ha ricavi fino a 85.000 €, con tassazione al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni se in possesso dei requisiti) tenendo conto di un coefficiente di redditività da applicare ai ricavi in dipendenza del codice ATECO scelto.
- Regime ordinario: si tratta di regime più complesso rispetto a quello forfettario, utilizzabile per scelta (perché, ad esempio consente la deduzione dei costi) o quando non ricorrono i requisiti per il regime forfettario. In questo caso è necessario tenere la contabilità (in modo semplificato o ordinario) secondo quanto previsto dalla normativa, pagare l’IRPEF in base agli ordinari scaglioni d’imposta e applicare anche l’IVA.
Ogni attività ha caratteristiche diverse: scegliere bene il regime fiscale significa ottimizzare il carico fiscale e le possibilità fiscali che sono uniche e differenti per ciascuna attività.
3. Obblighi previdenziali
Con l’apertura della Partita IVA nascono anche obblighi previdenziali. Spesso non vengono tenuti in grande considerazione eppure la contribuzione previdenziale rappresenta una delle uscite di maggior rilievo quando si sceglie di avviare una nuova attività.
In base al tipo di attività che si ha intenzione di svolgere si individua l’ente previdenziale di riferimento:
- Cassa previdenziale di categoria: i professionisti iscritti ad albi professionali devono iscriversi alla relativa cassa previdenziale, qualora istituita. Ad esempio: gli avvocati devono iscriversi alla Cassa Forense, i medici all’ENPAM, gli psicologi all’ENPAP, gli ingegneri all’INARCASSA … . Modalità, termini e misura dei contributi da versare sono determinati dalla relativa cassa previdenziale.
- I professionisti per i quali non è prevista una cassa professionale dedicata sono tenuti all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. È il caso, ad esempio, dei lavoratori sportivi, dei logopedisti, ecc. … . I contributi alla Gestione Separata INPS sono determinati nella dichiarazione dei redditi e versati con il consueto meccanismo di acconto e saldo.
- Gli imprenditori individuali, a seconda della tipologia di attività, si iscrivono alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti che prevede il versamento di contributi fissi e contributi variabili determinati in base al reddito.
È importante sapere in anticipo quali sono i risvolti sul fronte contributivo dell’inizio di una attività, in questo modo è possibile pianificare con cura le uscite e l’incidenza sul reddito.
4. Obblighi fiscali
Chi ha intenzione di iniziare una nuova attività e aprire Partita IVA deve mettere in conto che è necessario rispettare diversi adempimenti fiscali:
- Richiesta della P.IVA: il primo adempimento necessario per iniziare l’attività è la richiesta della Partita IVA che si effettua all’Agenzia delle Entrate. Per determinate attività come quelle imprenditoriali è necessaria anche l’iscrizione al Registro delle Imprese e, sempre a seconda dell’attività, la presentazione della SCIA al Comune di competenza ed eventualmente altre comunicazioni agli enti interessati.
- Emissione delle fatture elettroniche: oggi è obbligatoria l’emissione delle fatture elettroniche, i casi di esonero sono limitati (un esempio sono le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, per le quali vige il divieto di fatturazione elettronica). Pertanto, è necessario dotarsi di un software per la predisposizione e trasmissione delle fatture elettroniche.
- Dichiarazione dei redditi: ogni anno è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi.
- Versamento delle imposte e dei contributi: sul reddito conseguito per ciascun anno, i titolari di Partita IVA calcolano le imposte dovute ed i contributi previdenziali da versare alla cassa di appartenenza o all’INPS.
- Tenuta della contabilità: i contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili (salvo obblighi previsti da altre normative). Diversamente, sarà necessaria la tenuta della contabilità con la modalità ordinaria o semplificata a seconda del tipo e del volume dell’attività.
- Obblighi IVA: per i soggetti in regime forfettario sono previste molte semplificazioni in termini di IVA: non liquidano l’imposta, non la versano, non sono obbligati a presentare la dichiarazione e la comunicazione annuale IVA. Chi non applica il regime forfettario, dovrà applicare le tradizionali regole IVA previste per la tipologia di attività, eseguendo e presentando le liquidazioni e la dichiarazione IVA annuale.
Conoscere e rispettare gli obblighi e le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi sull’attività svolta.
Bisogna sempre tenere presente che ogni attività potrebbe richiedere degli adempimenti particolari ed è necessario documentarsi attentamente per evitare di incappare in qualche mancanza.
5. Pianificare l’attività
Aprire una Partita IVA non è solo un fatto burocratico: significa pianificare una vera e propria attività imprenditoriale o professionale.
Per valutare l’inizio di una nuova attività è utile avere chiari quali possano essere i costi sia fissi che variabili, comprendendo nell’analisi sia le voci di costo fiscali e previdenziali sia quelle strettamente legate allo svolgimento dell’attività.
Un business plan, anche in forma semplificata, è uno strumento importante per chi ha intenzione di avviare una nuova attività. È utile avere già conoscenza di quanto può essere prevedibile ed aiuta a evitare uscite inaspettate e a gestire al meglio i flussi di cassa derivanti dalla nuova attività. Un buon piano iniziale potrebbe essere in grado di ridurre i rischi e permettere di concentrarsi sulla crescita del lavoro e dell’attività.
Conclusione
Aprire la Partita IVA significa assumersi nuove responsabilità, ma anche conquistare maggiore libertà professionale. Conoscere in anticipo i passaggi fondamentali – dal codice ATECO al regime fiscale, dagli obblighi previdenziali a quelli fiscali, fino alla pianificazione dell’attività – è il modo migliore per partire senza commettere errori.
Lo Studio Carminati è a disposizione per un supporto personalizzato per aprire la tua Partita IVA e iniziare la tua attività, contattaci: ti aiuteremo a scegliere la soluzione più adatta e a gestire ogni adempimento in modo semplice ed efficace.
Luca Carminati



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