In assenza di una cassa previdenziale specifica, il libero professionista ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata INPS.
Una delle prime domande che solitamente viene posta è: quanto si paga di Gestione Separata INPS?
Capire questo aspetto prima di iniziare è essenziale, perché i contributi INPS incidono in modo significativo sul reddito e sulla liquidità di ogni attività.
1. Cos’è la Gestione Separata INPS
La Gestione Separata INPS è il regime previdenziale che riguarda i professionisti con Partita IVA (Vedi i nostri consigli per l’apertura della Partita IVA) senza cassa professionale. Per fare un esempio: si iscrivono alla Gestione Separata INPS i logopedisti, gli addestratori cinofili, i consulenti non iscritti ad albi professionali e molte altre figure professionali.
È una gestione previdenziale: le somme sono versate a titolo di contributi che formeranno il montante pensionistico futuro, un po’ come avviene, ad esempio, per i lavoratori dipendenti con le trattenute in busta paga.
2. Quanto si paga di Gestione Separata INPS
Per i liberi professionisti, la Gestione Separata INPS non prevede contributi fissi: i contributi si pagano solamente sul reddito da lavoro autonomo prodotto nell’anno di riferimento, applicando una determinata aliquota.
Questo vuol dire che se una persona svolge un lavoro dipendente e contemporaneamente ha una Partita IVA da libero professionista, per il calcolo dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS interesserà solamente il reddito prodotto dall’attività di lavoro autonomo.
Le aliquote sono differenziate a seconda che il libero professionista non sia già iscritto ad altre forme pensionistiche obbligatorie oppure sia già titolare di pensione o di altra tutela pensionistica obbligatoria, in particolare l’INPS ha reso noto il 3 febbraio 2026 le aliquote applicabili per l’anno 2026 (vedi circolare INPS):
- I liberi professionisti non pensionati e non iscritti presso altre forme pensionistiche obbligatorie devono applicare l’aliquota del 26,07%.
- I liberi professionisti titolari di pensione o provvisti di altre forme pensionistiche obbligatorie devono applicare l’aliquota del 24%.
Questo dato è spesso sottovalutato da chi apre una Partita IVA per la prima volta, tenuto in considerazione il fatto che i contributi dovuti alla Gestione Separata INPS rappresentano circa un quarto del reddito prodotto.
È previsto un massimale di reddito (per il 2026: € 122.295) oltre il quale i contributi alla Gestione separata INPS non sono dovuti.
3. Quando si pagano i contributi della Gestione Separata INPS
Un altro aspetto importante riguarda il momento del pagamento dei contributi INPS.
Siccome per poter quantificare i contributi dovuti alla Gestione Separata INPS è necessario conoscere il reddito imponibile, i contributi della Gestione Separata INPS:
- Sono determinati all’interno della dichiarazione dei redditi.
- Seguono i termini di versamento delle imposte dirette.
Pertanto, il libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS effettuerà il versamento dei contributi secondo queste modalità:
- Versamento a saldo: entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di produzione del reddito, il libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS deve versare il saldo dei contributi dovuti, al netto degli acconti già versati. Vi è la possibilità di effettuare il versamento al 31 luglio (con maggiorazione dello 0,40%) e di rateizzare le somme dovute.
Versamenti in acconto:
- Entro il 30 giugno (31 luglio con maggiorazione) è richiesto anche il versamento del primo acconto pari al 40% dei contributi effettivamente dovuti sul reddito prodotto nell’anno precedente.
- Entro il 30 novembre è richiesto il versamento del secondo acconto pari al 40% dei contributi effettivamente dovuti sul reddito prodotto nell’anno precedente.
4. Gestione Separata INPS e regime forfettario
Un chiarimento importante: il regime forfettario non riduce l’aliquota della Gestione Separata INPS.
La misura dei contributi da versare resta invariata: al reddito determinato secondo le regole del regime forfettario si applicano le normali aliquote contributive previste per la Gestione Separata INPS.
Questo significa che, nonostante la tassazione sul reddito agevolata, il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS continua a pesare in modo rilevante.
5. Esempio di calcolo Gestione Separata INPS
Tizio è un logopedista in regime forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS. Non svolge altre attività lavorative e non è pensionato.
Dal 2026 ha aperto la Partita IVA e svolge l’attività di logopedista con il Codice ATECO 86.99.09 (coefficiente di redditività è del 78%). Nel 2026 ha fatturato € 40.000.
Reddito 2026 = € 40.000 x 78% = € 31.200
- Contributi gestione separata INPS saldo 2026 = € 31.200 * 26,07% = € 8.134 (da pagare entro il 30 giugno 2027)
- Primo acconto gestione separata INPS 2027 = € 8.134 x 40% = € 3.254 (da pagare entro il 30 giugno 2027)
- Secondo acconto gestione separata INPS 2027 = € 8.134 x 40% = € 3.254 (da pagare entro il 30 novembre 2027)
Quanto paga complessivamente un libero professionista in regime forfettario e iscritto alla Gestione Separata INPS? Vedi il nostro articolo per scoprirne i dettagli.
Conclusione
La Gestione Separata INPS non prevede contributi fissi, ma incide fortemente sul reddito e sulle somme da versare.
Sottovalutare quanto dovuto come contributi alla Gestione Separata INPS è uno degli errori più frequenti di chi avvia una nuova attività, soprattutto in regime forfettario.
Per questo motivo, prima di aprire la Partita IVA, è importante eseguire le valutazioni e conoscere le normative fiscali e previdenziali per partire con maggiore consapevolezza ed evitare sorprese indesiderate.
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Articolo a cura di Luca Carminati, Dottore Commercialista.


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