Il recente decreto fiscale ha fatto chiarezza: le nuove disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore si applicheranno dal 2026.
Dal 2026 riforma fiscale del Terzo Settore al via
Scrivevamo che l’Europa dopo anni di attesa ha confermato la compatibilità delle disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore con la normativa europea in tema di aiuti di Stato.
In realtà, la comfort letter pervenuta dall’Unione Europea non corrisponde esattamente a una decisione formale di autorizzazione come invece è richiesta dal comma 2 dell’art. 104 del Codice del Terzo Settore.
Quindi, nell’incertezza se tale comfort letter possa o meno avvallare la condizione che richiede la formale autorizzazione dell’Unione Europea, quale soluzione è stata trovata?
Semplicemente: eliminare la condizione.
Il nuovo Decreto Fiscale (D.L. 84/2025) intervenire direttamente con una modifica del testo degli articoli 101, comma 10, e 104, comma 2, del Codice del Terzo Settore prevedendo che: “Le disposizioni del titolo X, salvo quanto previsto dal comma 1, si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025.” (art. 104, comma 2, D.Lgs. 117/2017)
Tradotto in parole semplici: dal 1 gennaio 2026 gli Enti del Terzo Settore dovranno applicare le nuove regole fiscali previste dal Codice de Terzo Settore. Questo vale per gli Enti del Terzo Settore che hanno l’esercizio coincidente con l’anno solare (01/01 – 31/12).
Gli Enti del Terzo Settore con esercizio a cavallo d’anno applicheranno le nuove norme con leggero ritardo; dovranno attendere la conclusione dell’esercizio che chiude nel 2026 e da quello successivo applicare le nuove regole. Per esempio, un ente che ha come esercizio il periodo dal 01/07 – 30/06 applicherà le nuove norme fiscali a partire dall’esercizio che inizia il 01/07/2026.
Quanto detto riguardo alla decorrenza dal 2026 trova applicazione anche per le imprese sociali, tenuto conto che medesima modifica è stata effettuata anche con riferimento a tale qualifica fiscale al fine di rendere allineata ed omogenea la nuova applicazione delle misure tributarie.
Le uniche previsioni che restano ancorate alla necessità di ottenere una formale autorizzazione della Commissione Europea sono quelle relative ai titoli di solidarietà (art. 77 D.Lgs. 117/2017) e quelle relative alle detrazioni e deduzioni per le somme investite nelle imprese sociali (art. 18, commi 3, 4 e 5, D.Lgs. 112/2017).
Questo è quanto previsto dal nuovo Decreto Legge Fiscale (D.L. 84/2025). Ricordiamoci che essendo un decreto legge dovrà essere convertito con successiva Legge. Vi saranno altre novità?
Impatti sulle ONLUS
E’ ufficiale che anche le ONLUS, dopo quasi 30 anni, abbandoneranno la scena della fiscalità italiana.
L’avvio delle misure fiscali del Terzo Settore corrisponde alla fine delle ONLUS. Per queste sarà fondamentale scegliere se aderire o meno al Terzo Settore. C’è tempo fino al 31 marzo 2026, data entro la quale le ONLUS dovranno decidere se e come partecipare al Terzo Settore, modificando lo statuto e presentando domanda di iscrizione al RUNTS, oppure se rinunciarvi con la particolarità che, salvo eccezioni, dovranno devolvere il patrimonio incrementale negli anni accumulato.
IVA: nuovi obblighi dal 2026
Il 2026 rappresenterà un anno di grandi cambiamenti per il Terzo Settore.
A partire dal 1 gennaio 2026 si applicheranno anche le nuove norme riguardanti l’IVA per gli enti associativi. Sarà interessante capire come le nuove regole IVA si coordineranno con quelle riguardanti le imposte sui redditi.
Siamo già a metà anno ed il 2026 inizia a intravedersi. Meglio non farsi trovare impreparati!
📌 In sintesi: cosa cambia dal 1 gennaio 2026
- Le nuove norme fiscali del Codice del Terzo Settore e Imprese Sociali diventano operative.
- ONLUS: entro il 31 marzo 2026 devono decidere se aderire al RUNTS.
- IVA: nuovi obblighi per enti associativi.
- Resta necessaria l’autorizzazione UE solo per deduzioni e detrazioni per somme investite nell’impresa sociale e titoli di solidarietà.
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Luca Carminati
